Giovedì 19 Fellaziàle 1983
ricerca te stesso con Giocagiuè©
cos'è Giocagiuè©?
Giocagiuè© è il nome in codice del progetto iniziale di gugol quanod lèrri pèig (fratello del massaggiatore
dei led zeppelin) e ser ghéi brin (eterosessuale nei giorni pari) inventarono il loro famoso algoritmo basato sul calcolo sequenziale del vic20 e le basi ottali dell'abaco cileno.
quando claudi* cicchetto (così chiamato per il suo gomito sempre altissimo anzi alticcio) minacciò di ferirli ai glutei con il tagliente 45 giri in vinile di trèsi spènzer (ràn tu mi remìcs) essi cioè lèrri e serghéi cambiarono il nome del softuèr prima in 'erminio macario' (già usato). poi in 'bianca e bèrni' (brevetto disnei). dunque in 'batracomiomachia dei paralipomeni' (troppo scrolling orizzontale sui primi monitor 200x100 picsèl). infine in 'gugol'.
per la proprietà transitiva (quella dei trans che stanno zitti e non chiedono l'iva) Giocagiuè© è un coso che assomiglia a un motore di ricerca.
a che serve Giocagiuè©?
voi potete usarlo come coso di ricerca al posto degli altri cosi di ricerca.
a me è servito per testare l'algoritmo che introdurrò in tutti i si
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Giovedì 9 Goderàio 1936
se oggi sarei l’uomo più ricchissimo del mondo portassi i mocassini
i fatti parlano da soli (come dice sempre la mamma di vasco quando lo sente borbottare sottovoce) e ora vi dico perché.
era l’autunno del 1975. io avevo 96 anni ben portati per via della mia dieta a base di fave (e) di f(u)ca mentre uìlliam èrri ghèi(z) III - billghèi(z) per gli amici e il fisco - era ancora un adolescente con troppa acne puberale e i genitali arrossati a causa dell’instancabile federica (la mano amica).
quel giorno si giocavano i duecentocinquantaseiesimi di finale di coppa U.E.F.A. (Undici Eunuchi Fanno Audiènz) tra la màggica roma e l’ostervàcsio la squadra del dopolavoro dell’ichea. io e billghéi(z) avevamo appena fotocopiato l’abbonamento tribuna (lungo)tevere numerata e già che c’eravamo anche la tessera intera rete atac del padre di pòl allen. un energumeno di due metri e dodici con l’accento bergamasco e un alito da masticatore di zingari sudati del 64 che porta a san pietro.
siamo fermi ai cancelli con la delega contraffatta ad arte da billghéi(z) con un algoritmo medievale amanuense in bèsic quand’ecco arrivare trafelato pòl allen sui suoi eleganti zoccoli di sughero coi pattini incorporati nel tacco e una faccia che sembrava la maschera oblunga del ma
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Lunedì 24 Luridòso 1991
casteuèi (ma non casto èniuèi) ovvero le vacanze entusiaste nel mar rosso
lo sento. c’è curiosità nell’aria. per la verità anche un pittoresco effluvio di zolfo in beggràund ma giuro sulla mini prometto sulla testa di chit càrzon che non sono stato io. e vi dico questo perché ho visto cose che voi umani bla bla bla e quando nel duemilanovantanove ripenserò a questi giorni di agostobarrasettembre mi ritorneranno in mente tutte in ordine alfabetico.
anzitutto la mia dieta vegggetariana visto che avrò superato i centànni e beccate questa. poi che devo ancora spostare lo scarabeo cinquanta parcheggiato davanti al portone della signora eode dal lontano 6 gennaio 2006 ma visto che da undici mesi ci vivono sopra gli aristogatti di vicolo miracoli non posso farlo davvero non posso. poi una mezza dozzina di cose che non ricordo ma è solo colpa dell’alzàimer che cloppiti cloppiti ci si sta anche in tre. quindi un’altra cosetta ancora che non si può dire perché questo blogghe lo leggono anche le genti per bene morigerati e casti (anche se nel frattempo si tòccheno nelle mutande ma con le falangette degli altri non è peccato). infine ricorderò cose varie ed eventuali sparpagliate qua e là come i miei calzini sul pavimento di casa (e sulle maniglie.
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Lunedì 5 Goderàio 1981
diari afrigani volume dieci - il culetto dei boscimani
(metto ‘sta pagina in geipègghe tanto per dire che quando scrivessi sulla gippe saltellante non capissi poi mica tanto che cavolo ebbési scribbi. invero è giocoforza che prima di giudicare vi metteresse una mana sulla cosci(enz)a e un’altra indove non batte il sole tipo l’intestino crasso e un’altra nel naso spingendo su su su fino a pigiare l’interruttore sul lobo frontale con su scritto “chiuso per ferie”)
8 settembre ore 8:15
(lasciamo il parco cagalicadi mabuaseùbe)
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ore 6:10. tutti giù dalle brande con sorpresa felina: il branco di leoni. è passato a tre passi dalla nostra tenda. le impronte sono nitidissime. anche quelle con i tacchi a spillo della leonessa favorita di simba e quelle delle nàic sciòcs del leoncino viziato fancazzista. le tracce dicono che sono venuti a bere oppure a farsi una bella doccia non più tardi di un’ora fa. e hanno pure richiuso l’acqua. educàti.
ore 6:40. colazione con il pan di via africano. blocchi monolitici di musli croccante da 6000 calorie a morso. mi è caduta una briciola su un piede. ho un ematoma esteso fino al malleolo. il buciro (ucc
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Sabato 14 Nonvàrcacchio 1979
diari afrigani volume nove - calimba de luna
7 settembre ore 17:35
(re leone parte II il prologo)
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nun ciò voglia de scrive. ma con diligenza uèlls fargo segnalo avvistamenti vari ed eventuali. faraone (mummia col becco) stìnboc (bambi recchione) àstore (èdesco) sciacallo (possinammazzàllo) coribàster (corri bastardo) mangusta (mùcio) scoiattolo (cippecciòppe) òrici (cornuti e mazziati) otarda ali bianche (fagiano sghembo) agàma namàcua (‘na lucertola) e il rarissimo storno. forse è lo stesso che caga in testa ai turisti alla stazione termini. chiederò conferma al rènger esperto. oppure agli autisti del 36.
7 settembre ore 19:35
(re leone la nèmesi)
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di ritorno al campo ci aspettano la tribbbù di liòni e lionèsse. dedichiamo un pensiero sofferto alle centinaia di turisti che questo mese sono venuti fin qui e non hanno visto neanche le impronte (in realtà non ce ne frega una minchia ahr ahr ahr non ce ne curiamo granché. ma qui in afriga ci sentiamo tutti più buoni e a contatto con la natura bla bla bla una prece). dunque.
dop
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Giovedì 33 Giuggiùcosì 1977
diari afrigani volume otto - pannocchie bolite e scoiattoli crudi
7 settembre ore 6:30
(de blèr làion pròget)
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ruggiti nella notte viscini viscini. i leoni sono nel nostro campo e si aggirano alla ricerca di cibo con una bì. sissi si domanda se sarebbero stassero attirati dall’odore delle pannocchie bollite di ieri sera o dall’insalata mista con l’olio (solido) di sansa. secondo me già ci pregustano come surrogato dei saltimbocca alla romana(ccia).
ma il rènger (dopo il terzo litro di tavernello bozzuanése) ci havesse giurato che la tenda di nàilon ci proteggerà da qualsivoglia belva feroce. financo un liòne di quattrocento chili.
mentre sissi si caga addosso io penso alla parrucca di nàilon di moira orfei e mi addormento come un bambino nelle braccia di m(oira)orfe(o). appunto.
stamattina all’alba centinaia di impronte nitidissime testimoniano il passaggio dei famelici felini. òmmmm. òmmmm. restiamo calmi. rilassati e molto zen. finché scor(eg)giamo anche le impronte degli scoiattolini nani del deserto(*). e il terrore si dipinge sul nostro viso. l’abbiamo scampata bella.
(*)se sentiste l’odore dei loro peti col cazzo che ridereste. oh. come credet
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Giovedì 12 Ammazzètosto 1982
diari afrigani volume sette - i leoni del pèn(e) depresso
6 settembre ore 19:15
(parco cacaligadi che si scrive kgaligadi)
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entusiasmo africano! entusiasmo leonino! preparato il campo base nel cuore del parco ai piedi di una depressione (macchè depressione. io sto a dumila) ovvero “pèn” che si scrive “pàn” che significa “pene” in barese e “conca” in inglese. appunto una conca argillosa in grado di trattenere acqua per mesi e quindi gli animali bazzicano bla bla. vabbè sticazzi. il punto è che dopo 5 minuti 5 la notizia ans(i)a niùs: ci sono i leoni. non in generale in afriga ma proprio qui quo qua. 4 leonesse e un leone maschione siffredi a circa 300 metri da noi che osservano sbavando un piccolo branco di antilopi crude. purtroppo per i massicci felini le antilopi sono del tipo biturbo a protossido di azoto da zero a cento in tre secondi e otto. ergo stasera i leoni o ce se màgnano a noi oppure si accontentano del mecmenù vegggetariano.
i leoni. ciabbiàmo davèro un culo rotto su di noi veglia la buona stella.
tornati al campo ci saluta uno sciacallo che dovrà attendere il 2096 per assaggiare la mia carogna (essì. l’erba cattiva
(...continua...)
Domenica 33 Minchiàzzo 1957
diari afrigani volume sei - ciabòng eccetera eccetera
6 settembre ore 12:25
(confine sudafriga-bozzuàna)
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>> DOGANA SUDAFRIGA.
smontaggio lendcruiser. denudamento e ispezione rettale(*). raggi icchese gamma e delta integrale. interrogatorio dell’ispettore ginco (sotto pentotàl). albero genealogico dal 1492 ad oggi. anamnesi di animali domestici e acari delle ascelle. pagella delle scuole elementari. proprietà organolettiche delle feci. esame delle orine col metodo amaroli. cartina tornasole torna a surriento. 8 ave maria e 15 pater noster di peni(s)enza.
>> DOGANA BOZZUANA
firma qui e vaffanculo (ops. èv e nàis dèi)
(*)renato ha chiesto il bis
6 settembre ore 12:38
(verso ciabòng che si scrive tsabong)
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le famosissime capre suicide bozzuanesi che attraversano la carreggiata al sopraggiungere di gippe e mezzi pesanti guidati da alcolisti non vedenti. abitudine diffusa soprattutto fra i rampolli del ceto medio-alto per combattere la noia della vita aristocratica e senza stimoli alla quale sono costrette queste sfiduciate capre. non vorrei cert
(...continua...)
Martedì 34 Settebbellìndo 1932
diari afrigani volume quinque - dopo il primo c'è il des(s)ert(o)
(riassunto e/o spiegazione: continua la decriptazione calligrafica del mio diario afrigàno moleschinato bozzuanèsco redatto tra gli sballottamenti del lèndcruiser di acciaio inossidabbbile ecco spiegato perché ogni tanto qualche parola me la perdo ma anche sì ché certe righe me sembrano l'encefalogramma del carlino della vicina.
6 settembre ore 8:24
(verso ottesèll)
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ora sveglia: 6 e mezza. temperatura esterna: 6 e mezza. minuti per lavarsi: 6 e mezzo. totale tòst col miele: 6 e mezzo. sei il banco cià sette sono fottuto. sto dando i numeri con la virgola mobile. se non si preoccupa il mio assistente sociale io sono tranquillo.
segnalo con l'inchiostro di codesta bìcche nera punta media la prima e ultima doccia in un bagno privato di tutto il safari. me lo sono goduto fino all’ultima goccia. che detto così sembra la confessione scottante di una velina dopo i provini a mediasèt.
ma adesso basta parlare. le miniere di mòria e il bàlrog ci aspettano. turbogàndalf è già al volante. che lo sforzo sia con noi. emorroidi permettendo.
ps: siamo diretti a “ottesèll” che sarebbe “hot as
(...continua...)
Martedì 22 Ammazzètosto 1924
diari afrigani volume quattro - ius prime nòttis
5 settembre ore 10:10
(statale enne dodici dal sudafrica al bozzuàna)
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appunti sparsi.
milco. la nostra guida. me l’aspettavo nero come il carbon. è invece roscio veneziano finlandese nato da genitori di treviso e pescara. che poi fa una vita di merda. 11 mesi all’anno in vacanza. poràccio. meglio la fila sul lungotevere il lunedì.
ioànnesburg. quattro cinque milioni di abitanti. dietro al primo angoli ti si inchiappettano e ti fanno a pezzi. uomo grigio avvisato mezzo salvato. la zona più ricca di tutta l’africa. commercio e produzione di oro diamanti vasi ming incenso mirra e melanina.
contadini. omini gobbi che tagliano la paglia per costruire i tetti delle loro case (dove è vietatissssimo fumare e/o emettere peti infiammabili) e vendono copertoni usati agli incroci (non i meticci. gli incroci stradali).
sinistra. non è un’alternativa di (mal)governo ma un fatto strano. il volante è a destra e si tiene la sinistra. io sarei morto in un frontale al primo incrocio (non i meticci bla bla bla).
magnum dèt ciocolèit. gelato algida orgasmo al cioccolato strafondente. insieme al pancarrè inte
(...continua...)
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